Qualcuno ha detto … #2

 In televisione chi sbraita e parla a vanvera sembra che non dica nulla, invece qualcosa dice, per esempio afferma l’imbecillità propria e di chi lo guarda.

 

(Carl William Brown)

 

Fattore flop

Quello che ha successo all’estero non avrà per forza successo anche in Italia. E dato che c’è chi non l’ha ancora capito, è sbarcato anche nel nostro Paese “X-Factor“, famoso talent show europeo, che però da noi si è rivelato un flop. L’ennesimo per quanto riguarda i reality musicali.

L’obiettivo di questi programmi è quello di creare i futuri idoli della musica italiana, ma puntualmente i vincitori spariscono dalla scena dopo aver inciso il primo album. Sembra che nessuno si accorga che la musica italiana non naviga in buone acque da un bel po’. Vincere un reality e pubblicare un disco non sono sinonimo di successo. Tanto più se la giuria è composta da Simona Ventura, Mara Maionchi e Morgan. E il conduttore del programma è Dj Francesco.

Certo, tutti hanno diritto ai famosi 10 minuti di celebrità. Ma perchè abusare di continuo di questo diritto?
 
 
 
 

 

 

Qualcuno ha detto … #1

Trovo la televisione davvero molto istruttiva. Ogni volta che qualcuno mette in funzione l’apparecchio, me ne vado nell’altra stanza a leggere un libro.

(Groucho Marx)

Amici .. ma di chi?

Questa fabbrica di talenti, o presunti tali, proprio non ha intenzione di fermarsi. Ma non sono già abbastanza i ballerini/cantanti/attori che popolano i programmi televisivi? La prima edizione poteva essere interessante, diversa. La seconda era solo una copia per tentare di bissare il successo della prima. Alla terza già non se ne poteva più. E ora siamo arrivati addirittura alla settima.

L’idea di per sè non è male. Ci sono ragazzi di talento che possono dimostrare quanto valgono. E forse Amici per loro qualche speranza di sfondare c’è. Ma la maggior parte entrerà a far parte della schiera di quei giovani ballerini/attori precari che popolano il mondo dello spettacolo, pronti a tutto pur di apparire anche solo per trenta secondi in uno spot dell’Imodium.

I ragazzi sembrano impegnarsi. Ballano, cantano, recitanolitigano: come in ogni programma targato Maria de Filippi, infatti, chi non discute per motivi futili non emerge. Il vero segreto per fare strada è questo. Parlare male degli altri, metterli in cattiva luce. Ma non sarebbe meglio risparmiare energie per migliorare se stessi?

Anche il pubblico non è da meno: c’è chi litiga con i ragazzi che litigano con i professori che litigano tra di loro. Ci sono poi degli strani individui che si improvvisano esperti e si permettono di criticare, di discutere i giudizi di persone molto più competenti di loro. I loro commenti sulle esibizioni si limitano a dei : “Tu non vali niente”, “Non trasmetti emozioni”, “Non sei capace, lascia perdere”. Ma su quale base fondano i loro giudizi? Mistero.   

Indugiare è sinonimo di SPIONARE

Il meglio arriva verso i 4.40 min. Si commenta da solo..

Noio… volevam… volevàn savoir… l’indiriss

Eppure c’è ancora chi confonde la realtà con la finzione. Un pomeriggio come un altro in giro per negozi. Un turista mi ferma : “Scusa, ma il centro commerciale di Cento Vetrine dov’è? Sai, mia moglie mi ha chiesto di informarmi … “ . E io che speravo di dover dare le classiche indicazioni sui musei e sui caffè storici. Sarebbe stato meglio. Invece ho dovuto deludere il poverino, spiegandogli che è stato creato apposta, che non è un vero centro commerciale. Un po’ come dire ad un bambino che Babbo Natale non esiste.

Mi chiedo come si fa a farsi abbindolare da queste soap piene di sentimentalismo e irrealtà. Casalinghe più o meno disperate ribellatevi! Non è così difficile capire che quello che si vede in tv, specialmente in una soap opera, è finzione. Anche i luoghi. In America non si possono comprare i vestiti della Forrester e a Como non c’è la locanda dei Bonelli. Davvero.
Forse se fossi una casalinga seguirei anche io questi programmi. E sarei disperata, sì. Ma perchè in tv non c’è nulla di meglio.

American trash: perchè quello italiano non basta

Sabato sera: più tardi devo uscire, intanto cerco di ingannare l’attesa. Facendo il solito zapping compulsivo alla ricerca di qualcosa di interessante, incappo in un programma di cui ignoravo l’esistenza, su Mtv. Era inevitabile: anche lei è stata contaminata dal trash. Non si è salvato proprio nessuno.

Lo show in questione è “The Hills”, in cui le protagoniste sono ragazze di Los Angeles ricche e belle alle prese con la “dura” vita quotidiana, i ragazzi e la moda. Subito dopo è il turno di  “Pageant Place”, in cui le partecipanti (Miss Universo, Miss USA, Miss Teen USA  e l’ex Miss Usa) vengono riprese mentre condividono un appartamento a New York. La situazione non fa che peggiorare: dopo tocca a  “A Shot at Love”, un mix micidiale tra il “Grande Fratello” e “Uomini e Donne”, in cui però i corteggiatori sono sia uomini che donne, data la bisessualità della diva corteggiata (tale Tila Tequila, che sembrerebbe essere una modella-cantante). Sono sconvolta, perplessa.

Inspiegabile come questi programmi finto-reality abbiano un pubblico che li segue, fatto sostanzialmente di adolescenti, e che li trova interessanti. Tra liti perchè lei-ha-guardato-lui-ma-lui-intanto-sta-con-un’-altra, donne che si prendono per i capelli perchè io-la-amo-tu-no-sei-falsa e problemi di vestiti, le puntate sono imbarazzanti, a tratti assurde. Incredibile che ci sia chi si appassiona, senza accorgersi che questo mondo dorato non è altro che finzione e che esistono cose più importanti ed edificanti da fare, da guardare, da pensare.

Ma non bastavano i programmi italiani? Perchè dobbiamo sempre raccogliere l’immondizia degli altri? Mtv era un canale musicale. I reality cosa c’entrano? Che delusione.
Per fortuna che intanto è arrivata l’ora di uscire.

Perchè SanRemo è SanRemo .. o no?

Io ho provato a guardarlo. Giuro ci ho provato. Ma poi la noia ha avuto il sopravvento. Un po’ per curiosità, un po’ per vedere se è migliorato rispetto all’edizione precedente, ogni anno cerco di seguire almeno la prima serata, ma regolarmente,ogni anno, dopo neanche due canzoni ho già cambiato canale. 

San Remo 2008Il Festival è un evento che fa parte ormai della nostra storia e della nostra cultura. Arriva sempre puntuale portandosi dietro una schiera infinita di polemiche, che si ripetono da un numero imprecisato di anni. Per ben una settimana non si sente parlare d’altro, ma puntualmente ogni edizione fa fiasco, nonostante si cerchi di migliorarlo cambiando presentatore, apportando modifiche qua e là, strapagando superospiti internazionali per poter vincere la sfida Auditel. Questa edizione non è stata da meno: rimarrà negli annali la sfuriata di Baudo contro la tv spazzatura, a cui però anche lui è costretto a ricorrere per poter alzare gli ascolti. Poverino.   

Per i giovani rimane un trampolino di lancio, per chi è non è più sulla cresta dell’onda è un’ancora di salvezza. In ogni caso, è così difficile capire che bisognerebbe ripartire dalla musica per tentare di ridare un briciolo di senso ad un evento che ormai di senso ne ha poco?

Cominciamo bene ..

Arrivo a casa dopo una lunga giornata in università. Mangio. Dopo cena ho voglia di staccare la spina per un paio d’ore, guardare un po’ di tv, magari un film. La accendo: ormai è diventata un membro della famiglia, sempre accesa anche se nessuno la guarda, sottofondo di intere giornate, rifugio dalla nostra solitudine. Faccio un po’ di zapping, ma non trovo nulla per cui valga la pena passare del tempo davanti allo schermo, solo programmi che trasformerebbero la mia serata in uno spreco di vita.
Ma che cos’è che ci spinge a rimanere incollati davanti allo schermo? Restiamo a guardarla per ore, come ipnotizzati. Da che cosa nasce questa nostra dipendenza? Ormai la tv generalista ha ben poco da offrirci: per chi non ha a disposizione quella a pagamento, la parola d’ordine è “accontentarsi”..sembra che a chi paga solo il canone spettino gli scarti: i soliti vecchi film che ci vengono riproposti ciclicamente, i programmi della De Filippi, i quiz che trasformano la cultura in nozionismo, le serie su ogni corpo possibile e immaginabile delle forze armate, per non parlare poi di vallette, veline, letterine e le chipiùnehapiùsisvesta-ine, di attori improvvisati e presentatori che non sanno più parlare in italiano. Ormai è il trash a farla da padrone sui nostri schermi, ma, nonostante tutto, non riusciamo proprio a farne a meno: tante lucciole attratte da una fonte luminosa da 32″. 
     Spengo tutto. É ora di un buon libro.